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Nuovo Regolamento F-Gas 2024/573: impatti e adempimenti per aziende con impianti di climatizzazione e pompe di calore

Il Regolamento  F-Gas 2024/573 è in vigore dall’11 marzo 2024 e sostituisce il precedente 517/2014, con l’obiettivo di ridurre l’impatto climatico dei propri impianti di climatizzazione e delle pompe di calore, puntando su refrigeranti a basso GWP.

Il nuovo regolamento F-Gas 2024/573 è rivolto a tutti – produttori, installatori e aziende utilizzatrici – e ha come obiettivo quello di arginare i possibili danni in caso di perdite dell’impianto.

Spiegando il concetto in maniera semplice, nel caso di perdite di gas il refrigerante è importantissimo. Se si tratta di un refrigerante a basso GWP, allora l’impatto e le emissioni sono minori e di conseguenza lo è anche il danno provocato.

Da questo punto di vista, quindi, l’azienda ha due vantaggi: da un lato rispetta la normativa, dall’altro si riducono i rischi di fermo impianto o di costi imprevisti connessi alla reperibilità dei gas in un futuro probabilmente non troppo remoto.

Si può dire, quindi, che scegliere un refrigerante a basso GWP è un vero e proprio investimento sul futuro che permette di giocare d’anticipo.

Sebbene si debba sottolineare che il regolamento in questione pone dei divieti e delle scadenze da rispettare – che impattano direttamente sul condizionamento e pompe di calore (HVAC/HP) – al momento questo non significa che è necessario rottamare quello che già si ha.

Gli impianti esistenti possono continuare a funzionare, mentre si dovrà porre maggiore attenzione a ciò che verrà acquistato domani e, soprattutto, a come gestire la manutenzione, aspetto sempre importantissimo quando si parla di impianti industriali.

Cosa cambia per manutenzione, controllo perdite e registri

Dal punto di vista operativo, vengono richiesti sempre continuità e ordine, perché è necessario controllare che gli impianti continuino a funzionare senza perdite e che tutta la documentazione sia sempre in ordine.

Su quest’ultimo punto la regola è chiara: in Italia si continua a utilizzare la Banca Dati F-Gas, dove vanno registrati gli interventi di installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento.

Grazie alla norma diviene più smart anche la manutenzione.  Da questo punto di vista, non è necessario conoscere formule o soglie: quello che conta è sapere che la frequenza dei controlli non dipende solo da quanti chilogrammi di gas ci sono dentro la macchina, ma dal loro impatto climatico.

Se si utilizzano refrigeranti a basso impatto GWP, le manutenzioni possono essere meno ravvicinate. In altri casi, ad esempio, potrebbe essere utile installare un rilevatore fisso di perdite, in grado di segnalare tempestivamente eventuali fuoriuscite. Questo potrebbe anche allungare i tempi tra una manutenzione e l’altra, proprio perché si riducono i rischi di improvvise fuoriuscite.

Dal punto di vista degli acquisti, invece, è importante sapere che nei prossimi anni alcuni modelli con gas più impattanti verranno progressivamente limitati.

Sarà utile, quindi, iniziare a valutare i possibili nuovi acquisti con un’occhio di riguardo ai refrigeranti usati, al loro GWP e alla manutenzione richiesta.

Bisogna anche ricordare che possono operare sugli impianti solo imprese e persone certificate secondo il DPR 146/2018 ed è necessario avere a disposizione la documentazione completa e aggiornata su interventi, quantità caricate o recuperate e riferimenti del tecnico certificato.

Se si vuole impostare un percorso lineare, il primo consiglio utile è quello di fare un check up preliminare, con analisi di impianti e documenti, per poi passare a stilare una roadmap di interventi, inserendo dove serve la rilevazione fissa delle perdite, aggiornando le procedure interne e formando chi presidia gli impianti. In questo modo si può avere una transizione ordinata, che distribuisce costi e attività nel tempo e che permette anche di valutare al meglio i successivi acquisti, così come richiesto dal nuovo Regolamento F-Gas 2024/573.

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